Vi un tempo, ai tempi del mito, in cui nelle radure della Tessaglia scorrazzava la stirpe selvaggia dei figli di Nefele e Issione. Così, tra veglia e sonno, mi parve di vedere un centauro rampante.
In quest’opera Natura e Cultura si fondono, come in altre che ho dipinto, come accade nella mia mente, nella mente di molti e come mi piacerebbe accadesse nella mente di sempre più persone.
Mi piacerebbe sapere che nella mente di ciascuno ci fosse consapevolezza dell’unità inscindibile tra gli umani e il resto del mondo: animale, vegetale e minerale. Vorrei che l’atmosfera fiabesca che aleggia in quest’opera fornisca, nel suo piccolo, uno stimolo, a chi ne ha la facoltà e il potere, per fare tutto il possibile per agire in modo da governare in modo sostenibile il pianeta che ci ospita. Destinato, altrimenti, ad un futuro sempre più ostile agli esseri viventi. A causa, per dirlo in breve, dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento, alle deforestazioni, alle devastazioni dei territori, alla corsa ad una crescita che non può durare all’infinito, data la finitezza delle risorse disponibili.
Pura utopia? Platone, vissuto in Atene tra il V e il IV secolo a.C., padre di tutta la filosofia elaborata dopo di lui fino ai nostri giorni, scriveva nella sua “Repubblica” che l’essenza profonda dell’essere umano consiste nell’orientarsi alla conoscenza della verità sul bello, sul giusto e sul bene.